Ai veri amici dell’aeromodellismo


Scrivo queste note perché si sappia la verità su cosa mi è successo ed affinchè i veri appassionati di questo sport si rendano conto  di cosa capita oggi al settore agonistico dell’aeromodellistico in Italia, in particolare di quello F3C - F3N (elicotteri acrobatici), cosicchè possa trarre  le giuste e corrette conclusioni.

Per chi non mi conosce sappia che sono nato e vivo a Trento, ho 58 anni, da 42 pratico questa attività, sono Presidente del Gruppo Aeromodellistico Trentino dal 1987, fondato  nel 1934, che gestisce in zone differenti 4 piste (una per aeromodelli, una per gli alianti in pendio, una per auto radiocomandate ed  una per aerei elettrici) ed i cui soci attualmente sono 95

Dal 2003 e fino al giugno scorso sono stato Caposquadra e Responsabile della categoria elicotteri (F3C-F3N) ed ho conquistato, con le squadre che ho organizzato e condotto in giro per il mondo per ben 12 anni consecutivamente, sacrificando lavoro, famiglia e parecchi quattrini, tre medaglie d’oro, due d’argento, due di bronzo oltre ad altri piazzamenti importanti.

Penso che non ci sia nessuno degli attuali miei  ex colleghi che possa vantare un simile palmares del quale, scusate, vado molto fiero.

Da diversi anni organizzo per conto dell’ACAME, l’Aero Club Aeromodellistico Milano Est, le tre gare di C.I. per le categorie suddette e sono stato il responsabile della logistica nel campionato d’Europa F3A del 2008 e del Campionato del Mondo F3C nel 2011, campionati organizzati a Calcinatello (Bs)  dall’ACAME di cui sono socio e Consigliere di Specialità.

In breve ecco cosa è successo.

Quest’anno  decido di inserire nella squadra per i Campionati Mondiali in programma in Austria  un giovane promettente  e di metterne in stand by uno “anziano” che, pur essendo bravo, non mi sembrava in grado di migliorare le proprie prestazioni ed anche perché faceva sempre più fatica a legare con il resto della squadra.

Il “veterano” però non ha accettato questa mia decisione (e lo posso capire) e si è ribellato contro di me “denunciandomi “ platealmente e direttamente (e non lo giustifico) presso l’Aero Club d’Italia.

Come richiestomi da Roma ho prontamente fornito dettagliate giustificazioni tecniche su questa esclusione  cercando anche di dimostrare che la stessa era in linea con il mandato di caposquadra avuto per tutti gli anni suddetti e per di più confermato nell' ottobre 2014 per l’anno 2015 .

Le mie giustificazioni non sono state però ritenute valide, e non ne capisco ancora ora la ragione, cosicchè  l’AeCI mi ha imposto d’imperio di reinserire in squadra il “veterano” e di escludere il “giovane promettente” pena la revoca dalla carica di caposquadra sostenendo anche che ogni mia decisione era comunque soggetta alla ratifica della CCSA e del Consiglio Federale.

Poiché ritenevo di essere nel giusto non ho ovviamente ritenuto di accettare questa iniqua ed antitecnica imposizione.

Di conseguenza il direttore generale, su delibera del consiglio federale di AeCI, mi ha tolto, a 15 giorni dalla partenza per l' Austria per il C.M. la carica di caposquadra assegnandola, guarda caso, all’helper  del “veterano”.

Come se non bastasse il direttore generale di AeCI mi ha deferito al Procuratore Federale di Torino, in base al Codice Sportivo vigente, perchè valutasse la possibilità di applicarmi   qualche altra punizione di tipo sportivo.

Insomma, io caposquadra da 12 anni senza mai aver avuto alcun problema con l’AeCI,  sono stato trattato alla stregua di chi, ad un tratto, fa uso quotidiano di doping o vende le partite !!!

Poiché però c’è un limite a tutto, il Procuratore Federale ha deciso, dopo poco tempo, di archiviare la denuncia indirizzatami contro da AeCI in quanto, secondo l’attenta analisi fatta, non avevo commesso alcun illecito sportivo !!!

Messa da parte, seppur con un certo rammarico,  questa triste ed anomala vicenda ho ritenuto corretto portare a termine il mio compito di “responsabile di categoria”, carica assegnatami anche per il 2015 e che non mi era stata tolta, ed ho organizzato con la solita serietà il 7 e 8 novembre scorso la terza ed ultima prova di Campionato Italiano per le categorie F3C - F3N.

Il 10 novembre e cioè dopo due giorni dalla conclusione della gara, l’AeCI mi ha informato che il mandato di caposquadra e di responsabile di categoria non mi sarebbe stato rinnovato per il 2016 mettendo un fine definitivo a questa storia così imbarazzante, non per me evidentemente, penosa e direi allucinante.

Detta carica, con una decisione che mi appare bizzarra e priva di qualsiasi senso tecnico, è stata assegnata per il 2016 ad un giudice (sia nazionale che internazionale) che da tempo, a quanto mi risulta, ambiva a questo incarico premendo a destra ed a manca perché ciò avvenisse ben spalleggiato da un componente della attuale Commissione di aeromodellismo.

Lascio dunque a voi di immaginare come si comporterà nelle sue variegate funzioni questo soggetto che, oltre ad essere giudice nazionale ed internazionale, ricopre anche la carica di responsabile di categoria e di caposquadra e conseguentemente quale fiducia riscuoterà fra i concorrenti delle due categorie.

Nel mentre ringrazio tutti gli amici, concorrenti, giudici, organizzatori, che hanno condiviso con me questi lunghi 12 anni passati insieme sui campi di gara colmi di successi e di serenità e nell’augurarmi che a nessun altro aeromodellista caposquadra possa capitare tutto ciò, mi permetto di  osservare che gestire in maniera così incompetente ed autoritaria uno sport tecnico come l’aeromodellismo che si fonda esclusivamente sulla buona fede, sul  volontariato e sulla preparazione tecnica dei suoi componenti, non può che portarlo alla sua completa distruzione.


  1. Cordiali saluti.

  2. Claudio Dorigoni